Una cantina tra i boschi

Da Monte delle Vigne di Ozzano Taro (PR), parte la rivoluzione della viticoltura emiliana, nel segno del biologico e dell’impatto zero
Monte delle Vigne  (20)

Solo in un grande terroir, i vigneti possono raccontare storie irripetibili. Ed è sulle colline di Parma, a Ozzano Taro (PR), che Andrea Ferrari e Paolo Pizzarotti hanno deciso di vivere la loro avventura di produttori e di uomini, sintetizzata nel nome di Monte delle Vigne.
Ovviamente, non è stata una scelta dettata dal caso, sebbene in essa ci sia una buona parte di passione, di incoscienza e di quell’innamoramento che pervade le grandi imprese. I terreni profondi, marnosi, ricchi di calcare e argilla che scendono fino alla riva destra del fiume Taro consentono alle viti di trasmettere ai grappoli quell’intensità che si assapora in bottiglie come Nabucco, rivoluzionario rosso di grande struttura, fine ed elegante, che fonde i sentori della frutta rossa della Barbera con i tannini fitti del Merlot e che ha esordito nel 1992, divenendo il simbolo di una nuova corrente che apre le porte a un nuovo concetto enologico legato ai vitigni autoctoni esaltati dal terroir e da una grande cura in vigneto, tesa a ridurre le rese per ottenere maggiore qualità sul grappolo.
La qualità e il rispetto per l’ambiente si sono rivelate col tempo il cuore della filosofia di una cantina costantemente in viaggio verso la sostenibilità, intesa come la valorizzazione della tipicità, del vino, dei luoghi e della bellezza del territorio. L’obiettivo di produrre grandi vini partendo prevalentemente da vitigni autoctoni si è quindi allargato, trasformandosi in una missione che mira a un’agricoltura di precisione e a una grande cura di vigneto, tesa a ridurre le rese per ottenere maggiore qualità sul grappolo.
Allevando con cura, rigore e massimo rispetto per l’ecosistema, le varietà di malvasia, sauvignon, barbera, croatina, lambrusco, chardonnay, merlot e cabernet franc, si giunge a una vendemmia dove a trionfare sono uve pregiate, schiette e concentrate in ogni sfumatura organolettica. In un processo che concepisce l’agricoltura come la tutela di un patrimonio che è parte della cultura e dell’identità dell’azienda stessa ma anche come la possibilità di ottenere prodotti di alta qualità con materiali naturali, Monte delle Vigne produce “Nabucco”, “Callas”, “Sogni”, “Argille”, “Poem”, “I Calanchi” e “I Salici”, tutte bottiglie che sono caratterizzate da una forte personalità e da una grande unicità, figlie di un imprescindibile legame con un terroir peculiare e ineguagliabile.
I Tre Bicchieri di Gambero Rosso, ottenuti per due anni consecutivi, diventano quindi il riconoscimento fondamentale e prestigioso non solo di una riuscita esperienza produttiva ma anche e soprattutto di una visione a lungo termine che si manifesta nell’adozione del fotovoltaico con pannelli 40 Kw, nella continua riduzione dell’impronta carbonica e dello spreco dell’acqua, nell’utilizzo di agricoltura di precisione e nella conversione al regime biologico. All’interno di un contesto impareggiabile tra il Parco Regionale Boschi di Carrega e il Parco Fluviale del Taro, che non può che essere fonte d’ispirazione per una cantina che vuole riscrivere le regole, riportandole a quelle – indiscutibili – della natura e dei suoi ritmi.

Per informazioni: Monte delle Vigne
Via Monticello, 22
Frazione Ozzano Taro (PR)
43044 Collecchio (PR) – Italia
E-mail: info@montedellevigne.it
Sito web: www.montedellevigne.it

Ufficio stampa -> http://www.elladigital.it