San Francesco del Prato: i lavori di restauro hanno messo le ali

Sul ponteggio della facciata sbucano le casette dei rondoni, per salvaguardare la specie sul nostro territorio.
San Francesco del Prato - Rondoni - Credit Giuseppe Bigliardi (4)

 

Una rondine non fa primavera, ma il volo dei rondoni è da sempre segno visibile dell’arrivo della bella stagione! Nel tempo, però, incontrare le vivaci coreografie aeree di questi animali è diventata una esperienza inconsueta. Per permettere il loro proliferare, è fondamentale rispettarne e preservarne l’habitat, affinché non scompaiano dai cieli di Parma, preferendo luoghi più ospitali.

 

I rondoni sono, infatti, una specie di uccelli abituata a stabilirsi nelle buche pontaie dei palazzi antichi. E la città è sicuramente ricca di edifici adatti allo scopo. Tra le strutture più frequentate da questi volatili è anche la Chiesa di San Francesco del Prato, da sempre rifugio storico dei rondoni a Parma, insieme all’intera area del piazzale con la prospicente Casa della Musica

 

L’intervento sul complesso di San Francesco del Prato, promosso e coordinato dal “Comitato per San Francesco del Prato”, ha creato, così, le condizioni per salvare i rondoni già presenti nella struttura, che conta 300 buche pontaie preesistenti sui tre absidi. Su suggerimento del prof. Andrea Beseghi del Liceo Ulivi di Parma – che ha condotto con gli studenti delle classi 4F, 4H, 3E, 2E, 2H, insieme a un team di docenti, una approfondita indagine sulle colonie di rondoni a Parma – e per intervento anche del prof. Francesco Mezzatesta del Gruppo Rondoni Italia, si è individuata una soluzione sperimentale, che porta la firma di Saverio Borrini. Il referente del Comitato tecnico Borrini ha ideato una soluzione rapida, economica e molto efficace per recuperare le buche pontaie garantendo l’accesso solo ai rondoni e non ai piccioni. Si tratta di un’innovativa intelaiatura da inserire proprio nelle buche, così da permettere la nidificazione, anche una volta terminati i lavori di restauro.

Un piano di salvataggio che risponde in pieno allo spirito ambientalista delle imprese coinvolte nel progetto di recupero di San Francesco del Prato e, al tempo stesso, si richiama all’amore incondizionato per tutto il creato che ben rappresentava il Santo a cui la Chiesa parmigiana è dedicata.

Nel frattempo sono stati installati in cantiere dei nidi artificiali sul ponteggio. In questo modo i rondoni saranno liberi di tornare a nidificare anche in  questa primavera. Ricordiamo che i rondoni sono autentici antizanzare naturali.

 

L’iniziativa costituisce una delle prime sperimentazioni in Italia su un cantiere attivo.

 

Per chiunque volesse contribuire con un sostegno economico al restauro e a tutte le belle iniziative ad esso correlate, il Comitato ha previsto la possibilità di partecipare con donazioni dirette.

 

Il sostenitore potrà versare una cifra a piacere sul sito sanfrancescodelprato.it tramite carta di credito o bonifico.

È possibile, inoltre, sostenere l’importante lavoro di intervento attraverso una libera erogazione, beneficiando dell’Art Bonus, che consente il recupero fiscale del 65%, in tre anni, dell’importo donato sia da cittadini sia da imprese.

 

BENEFICIARIO Diocesi di Parma

IBAN IT02N0623012700000038406827 c/o Crédit Agricole Italia

CAUSALE Art Bonus – Diocesi di Parma – San Francesco del Prato – Parma – Codice Fiscale o P. Iva del donante.

 

 

Link DropBox cartella immagini: http://bit.ly/SanFrancescoDelPrato