La Slow-sofia di confine tra Alto Adige e Trentino

Il turismo dell’anima dell’Hotel Zum Hirschen a Senale-San Felice (BZ) in Alta Val di Non
Hotel Zum Hirschen - Lago Santa Maria a San Felice - Credit Alex Filz (4)

Prima ancora del premio che lo ha eletto albergo storico dell’anno della provincia di Bolzano per il 2019, ciò che rende unico e speciale l’Hotel Zum Hirschen di Senale-San Felice è una filosofia slow tradotta dalla famiglia Kofler-Mocatti in elementi tangibili come l’architettura, il design e una location che già nel 1184 fungeva da ospizio per pellegrini. Forse è proprio in questo antico nesso tra turismo e spiritualità che si radica il concetto di crescita per sottrazione e sostenibilità a tutto tondo alla base della ristrutturazione affidata all’architetto Lorenzo Aureli, che nel 2017 ha ripensato l’albergo come un simbolo dell’autenticità nel cambiamento ispirandosi alla conformazione e alla storia di una frontiera nascosta tra Alta Val di Non e Alto Adige, dove il silenzio è una condizione quasi naturale e necessaria per godere appieno della voce del bosco retrostante, che in autunno si tinge d’oro.

 

Un refugium del 21esimo secolo

Sottrazione significa essenzialità, minimalismo che elimina il superfluo. A meno che non venga richiesta, le nuove stanze sono concepite senza televisione. Come universi allineati sui principio di risparmio e concentrazione di un’energia che è anche interiore e alimentata paradossalmente dall’idea del recupero del senso e del valore del tempo attraverso la possibilità – o forse la necessità – di spegnere, staccare per rimettere al centro se stessi, senza interferenze digitali e telematiche. In una struttura all’avanguardia sul piano della progettazione, certificata CasaClima, la sera anche il wifi si prende una pausa.

Siamo in un luogo di ritiro fisico e spirituale, che incarna e promuove un approccio più consapevole della vacanza in un refugium del 21esimo secolo, dove il costante dialogo tra passato e futuro nel presente dà vita all’armonia del contrasto, declinata in una pervasiva e dominante libertà che consente di innovare valorizzando la tradizione.

 

Una casa accanto al bosco

È un carattere che si ritrova nella pulizia della forma, nella ricerca della luce naturale e nell’utilizzo dei materiali, scelti come proiezione e prosecuzione dell’ambiente circostante. Il larice e il porfido, l’abete rosso e la betulla, la lana cotta e il feltro che contribuiscono a disegnare l’identità delle nuove camere sono legni, pietra e stoffe che descrivono l’anima e la morfologia del Trentino-Alto Adige. Così come i colori, che richiamano la varietà cromatica dell’Alta Val di Non. Priva di tende e dotata di lucernari particolarmente alti per favorire l’ingresso dei raggi del sole, la camera Luc plasma il gioco dell’altezza e della profondità con un senso quasi sacrale che si impregna nel legno di betulla bianca e nera, idealmente proiettato verso il bosco incorniciato dalle finestre.

Progettate su linee semplici, con un arredamento essenziale e dalle tonalità calde, le camere Hospitium ricordano e rivisitano il ruolo di ostello per pellegrini del Zum Hirschen. La zona giorno e la zona notte hanno tra loro la stessa relazione che intercorre tra il sole e la luna, che occupano il medesimo universo in ogni istante cielo ma sembrano escludersi a vicenda a seconda del momento in cui si guarda il cielo. È una stanza che invita alla contemplazione e al ricongiungimento con la natura, ideale per chi cerca la pace e il relax.

Il larice e l’abete rosso, il lino e il feltro sono infine gli elementi con cui la camera Gasthof, reinterpretata, in uno spirito moderno, l’ospitalità tirolese e il mondo rurale della Val di Non, evocato dalle lampade o dalle sedute della stube.

 

Un ristorante all’avanguardia con il cuore nel Medioevo

Quella dello Zum Hirschen è una dimensione che si adatta ai ritmi legati al susseguirsi delle stagioni e che profuma di erbe primaverili come il tarassaco, del trionfo autunnale del radicchio tardivo di montagna e dei Mercatini di Natale che ogni inverno punteggiano la valle. Tutto è in sintonia, dalla scelta delle decorazioni fino alla composizione del menu del Ristorante Cervo, dove la gastronomia si adegua alla slow-sofia di sobrietà e semplicità ereditata dalla tradizione del pellegrinaggio. È un’esperienza culinaria che valorizza gli aromi e le essenze del bosco secondo i saperi del parroco erborista Weidiger e i principi salutari descritti già nel Medioevo da Hildegard von Bingen, che concepiva la cucina come uno strumento di benessere e di disintossicazione.

L’elisir di erbe del bosco servito all’inizio di ogni pasto attiva il processo di digestione prima ancora di cominciare a mangiare piatti che seguono comunque le regole della stagionalità. Dal 20 aprile al 12 maggio, le settimane del tarassaco promuovono la cultura del dente di leone con pasti tematici, escursioni didattiche e mercato contadino. In estate, la cucina nel bosco utilizza i germogli delle conifere, mentre l’autunno è dedicato ai funghi, alla zucca, al radicchio, alle castagne e alla selvaggina. Al centro di una tavola circondata dalla nostalgia del legno massello di abete e delle vecchie sedie, sfilano burro di piretro, crema di formaggio di capra, pesto al radicchio tardivo e cestini con svariate tipologie di pane come quello alla curcuma e con la zucca, quello alla barbabietola rossa o, ancora, quello segalino fatto al maso.

 

Una questione di famiglia e di viaggi nel tempo

La quotidianità della struttura include anche la collaborazione con il maso contadino, dove la porta alta 1,80 metri è in realtà il punto d’ingresso in un mondo di storie e rituali che circondano la produzione dello speck e del tipico pane che con esso si ottiene. Al suo interno, grazie anche a corsi di cucina come quello sulla preparazione degli Schlutzkrapfen con il tarassaco, ci si sporca le mani con ciò che offre la zona, calandosi in un’autentica esperienza dell’anima che scava nel profondo della ruralità e trasmette una duratura sensazione positiva.

A proposito di masi, il vero esperto della materia è Mirko Mocatti, che – oltre a occuparsi del marketing e delle escursioni in e-bike – è una guida esperta per visitare i masi tradizionali, come il Roatnockerhof, dove si impara a fare il pane di segale nel forno a legna, o il Widumhof, che concentra invece la propria attività su procedimenti antichi come la salatura, l’affumicatura e la stagionatura dello speck, senza alcun ricorso alla tecnologia.

Addentrandosi nella famiglia che ha dato vita a questo piccolo sogno in Alta Val di Non, ecco Ingrid Mocatti che è la mente gastronomica che dirige, insieme a Erwin, il ristorante Cervo e il Bistrot, emblema di una cucina fondata sui principi della salute, del benessere, della spiritualità e del rallentamento al crocevia tra due culture. In una luminosa veranda bianca percorsa da sprazzi di colore che ricordano il fango, il tarassaco, il radicchio e il vicino Lago di Tret – balneabile e raggiungibile con una passeggiata di un’ora – erbe e radici come quella di galanga sono l’unico segreto del sapore naturale anche di piatti elencati sul One Page Menu per i passanti.

In sala, si trova anche la madre, Edith Kofler, legame vivente con il passato di una struttura che oggi è divisa in tre piani separati idealmente da Flying Library dedicate rispettivamente a natura e outdoor, spiritualità e cultura, gastronomia e – per forza di cose – stelle, che forse non si leggono ma sicuramente si vedono.

Giorgio Mocatti, il padre, è un vero poeta della montagna. Non lavora in albergo, ma lo si può incontrare, magari spostandosi verso la sauna, seguendo il richiamo profumato degli aromi di eucalipto, timo, camomilla, menta, salvia, betulla e fieno.

Sembra difficile abbandonare un’oasi come questa, che però è pensata proprio come uno stimolo a conoscere il territorio circostante, in ebike e a piedi verso il Lago Tret o seguendo in moto le curve di passi come quello della Mendola e del Tonale.

Si può fare tutto. Ma bisogna farlo con calma.

 

Link DropBox cartella immagini: http://bit.ly/ZumHirschen

 

Per informazioni: Hotel Zum Hirschen

Via Malgasott, 2 – 39010 Senale – San Felice (BZ)
Tel  +39 0463 886 105.

Email: info@zumhirschen.com

Sito web: www.zumhirschen.com

 

Ufficio stampa -> http://www.elladigital.it