Il Festival della Lentezza coltiva il primo albero del Bosco del Tempo

È un “melo limone” ed è stato piantato domenica 17 giugno da uno dei primi abitanti del quartiere di Via Milano con una bambina di Colorno (PR). Diventerà un frutteto di frutti antichi e un giardino per la comunità.
Festival della Lentezza - Foto di Pierangela Flisi

È stato piantato al Festival della Lentezza domenica 17 giugno 2018 da uno dei primi abitanti del quartiere di Via Milano, Antonio Tosi, aiutato da una bambina di Colorno (PR), il primo albero, un “melo limone”, del Bosco del Tempo. Il frutteto di frutti dimenticati, che sarà composto da 75 alberi da frutto antichi e da 42 alberi da bosco, che faranno da cornice al giardino, crescerà in un’area messa a disposizione dal Comune di Colorno vicino alla scuola di Via Milano. “Nel cuore del progetto c’è l’idea di far rendere da subito il Bosco del Tempo un luogo di aggregazione per i cittadini del quartiere”, ha detto la sindaca Michela Canova. Marco Boschini, coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi e direttore artistico del Festival della Lentezza, ha spiegato l’iter che ha portato alla creazione del bosco, i cui frutti tra qualche anno saranno assaporati nella mensa scolastica e saranno al centro di percorsi di educazione ambientale. “Il tema del Festival della Lentezza di quest’anno è il coltivare – ha sottolineato Boschini – volevamo fare qualcosa concretamente. Grazie alla campagna di crowdfunding, lanciata con la Banca Popolare Etica, e la piattaforma “Produzioni dal basso” in un mese sono stati raccolti 20mila euro. Le donazioni sono arrivate da tutta Italia. Le persone hanno voluto lasciare un’impronta”. Ogni albero del Bosco del Tempo, infatti, avrà il nome di una persona che ha voluto dare il suo contributo. Il frutteto circondato dal bosco sarà un luogo di comunità, come evidenziato dall’agronomo Roberto Reggiani che ha partecipato al progetto elaborato dall’Azienda Agraria Sperimentale Stuard di Parma. “Gli alberi che saranno piantati sono autoctoni – ha spiegato Reggiani – per recuperare la biodiversità dei frutti, che è difficile trovare nei supermercati, dove le persone possono acquistare poche varietà di mele o pere”. “Sarà un giardino in cui le persone potranno incontrarsi e nello stesso tempo prendersi cura del luogo che abitano”, ha aggiunto l’architetto Paola Cavallini. Nelle prossime settimane saranno organizzati incontri intorno all’area verde per coinvolgere attivamente la comunità di Colorno. Per creare una stanza a cielo aperto, ma anche un giardino protetto, in cui assaporare il proprio tempo e condividerlo con lentezza con gli altri, coltivando.

Per informazioni: Festival della Lentezza
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