Da atleta di spicco a manager

L’ingresso dell’ex atleta di Coppa del Mondo Florian Eisath alla guida di Carezza Ski
Val d'Ega - Florian Eisath, Val badia 2016 - Credit Photo Elvis (2)

La spinta che porta a grandi performance sportive può aiutare nel management a raggiungere altrettanto grandi successi. Florian Eisath ha partecipato nel marzo 2018 alla sua ultima gara di Coppa del Mondo ad Are, in Svezia, e ora prende attivamente parte alla gestione dell’impresa “Carezza Dolomites”.

 

Grandi atleti e manager sono accomunati dallo stesso obiettivo: essere sempre meglio dei propri avversari. Uno studio americano rivela che gli ex campioni dello sport mostrano ottime qualità dirigenziali perché mossi da una maggiore fiducia in se stessi. Willy Bogner e Marc Girardelli sono due esempi di ex olimpionici riusciti, nel mondo del lavoro, ad arrivare dove volevano grazie alla forza dei loro pensieri e della loro immaginazione, grazie al coraggio, alla disciplina e alla determinazione.

 

Anche Florian Eisath sì è posto ora grandi obiettivi sul lavoro: vuole fare del Carezza Dolomites il comprensorio leader in Alto Adige. Le premesse sono buone: l’unicità del paesaggio dolomitico del Catinaccio e Latemar, decretato dall’UNESCO nel 2009 Patrimonio Naturale dell’Umanità; il Lago di Carezza, una delle destinazioni più amate delle Alpi, e il rosseggiare delle montagne, un appuntamento quotidiano che non finisce di meravigliare, sera dopo sera, anche chi assiste a questo spettacolo fin dalla nascita. Il padre di Florian, Georg Eisath, ne ha gettato le basi già dieci anni fa, decidendo di entrare a far parte dell’impresa quando ancora navigava in cattive acque. Sono seguiti investimenti nell’ammodernamento di funivie e piste, cinque nuovi impianti di risalita e un sistema di innevamento artificiale completamente nuovo e conforme a criteri ecologici. Ora è il momento di proseguire su questa strada inserendo un elemento di spicco che renda questa destinazione ancora più amata. “Touch the Dolomites” è il nome del nuovo progetto di Florian Eisath, il primo e più vicino punto sulla strada che porta dalla città di Bolzano al Patrimonio UNESCO. Dal capoluogo bastano soli 20 minuti per raggiungere la stazione a valle di Nova Levante e, a bordo della nuova cabinovia, passare in soli 10 minuti dalla Malga Frommer al Rifugio Fronza alle Coronelle sfiorando la roccia del massiccio del Catinaccio a quota 2.374m. Ad attendere i visitatori, una scultura architettonica sui generis: Werner Tscholl, vincitore del Premio Architetto Italiano 2016, nasconde la stazione a monte nel palazzo sotterraneo di re Laurino. Da cui spunta un solitario, un edificio realizzato completamente in vetro, con la forma di un cristallo di rocca, a fare da magico contrappunto alla costruzione del rifugio Fronza alle Coronelle.

 

“Gli obiettivi devono sempre essere grandi”, sintetizza Florian Eisath. “Se sono piccoli è facile lasciarsi fermare dalle difficoltà. Con quelli grandi non succede. Perché la spinta interiore è enorme e prima o poi si trova sicuramente il modo di affrontare il problema.” Nei primi mesi della sua nuova carriera professionale, Florian ha dovuto imparare la pazienza e a seguire nuovi ritmi: ad alti livelli gli sportivi sono abituati a ritmi molto sostenuti. Nel lavoro non funziona così. Le ambizioni che muovono un individuo non sono semplicemente trasponibili nel contesto lavorativo.”

 

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