Brescia è una religione

Dai luoghi di Paolo VI alla Cappella Sistina dei poveri, gli itinerari dello spirito di Visit Brescia.
Visit Brescia - Tignale - Santuario Montecastello (1)

Se in numeri assoluti il territorio di Roma rappresenta da sempre la meta principale in fatto di turismo religioso, il desiderio di luoghi dove ritrovarsi o fermarsi semplicemente a riflettere porta gli utenti verso strutture di altre province, compresa quella di Brescia.

«Il settore del turismo religioso è considerato, a Brescia così come nel resto d’Italia, in  continua espansione – spiega Barbara Chiodi, direttore t.o. della Diocesi di Brescia –  Il ricco patrimonio artistico di carattere religioso infatti è un elemento di forte richiamo di flussi turistici motivati da interessi che spaziano dalla spiritualità, all’arte e alla cultura. Questo rappresenta anche una grande opportunità di sviluppo per l’incoming».

Non è comunque necessario essere ferventi cattolici o estremamente religiosi per sentire la necessità di un momento di raccoglimento in luoghi dello spirito. La città e la provincia bresciana offrono molteplici possibilità per chi voglia andare alla scoperta di se stesso, riservandosi la sorpresa di imbattersi in capolavori dell’arte che nutrono l’anima e rappresentano uno spaccato della tradizione devozionale del territorio.

 

I LUOGHI DI PAOLO VI

Chi volesse seguire le tracce di Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, eletto papa col nome di Paolo VI il 21 giugno del 1963, non potrebbe che cominciare da Concesio, dove al civico 24 di Via Rodolfo la sua famiglia trascorreva dei periodi estivi e qui il futuro pontefice nacque alle ore 22:00 del 26 settembre 1897.

Dalla finestra, è visibile il Santuario della Madonna della Stella, luogo amatissimo della sua infanzia e nel quale, come testimonia il segretario Pasquale Macchi, avrebbe voluto terminare i propri giorni nel ruolo di Rettore.

Sempre a Concesio, la Collezione Paolo VI raccoglie 7mila dipinti, disegni, stampe, medagli e sculture del ‘900 appartenuti a Papa Montini, grande sostenitore e appassionato d’arte. Tra gli autori presenti, Matisse, Chagall, Picasso, Dalí, Magritte, Morandi e Fontana, protagonisti del vivace scambio culturale tra il pontefice e i maggiori esponenti dei movimenti artistici del secolo scorso.

Spostandosi a Brescia, è infine d’obbligo una visita al Santuario-Basilica di Santa Maria delle Grazie. La casa Montini, dove il giovane Giovanni Battista ha vissuto i suoi anni bresciani, sì trova dall’altro lato della via. La vocazione sacerdotale del futuro papa è maturata con una quasi quotidiana frequentazione del Santuario, dove il 30 maggio 1920 celebrò la sua prima messa. Ricco di storia e arte, il complesso comprende il Santuario, il chiostro e la chiesa grande, elevata a Basilica Romana Minore. Di particolare interesse, gli affreschi raffiguranti otto grandi donne della Bibbia collegate a Maria nel Culto Cristiano e alcune litanie biblico-liturgiche dedicate alla Vergine Maria.

 

 

EREMO DI BIENNO DEI SANTI PIETRO E PAOLO 

Aperto, tra gli altri, a comunità parrocchiali, gruppi culturali, associazioni e movimenti, l’Eremo di Bienno dei Santi Pietro e Paolo è una terrazza naturale a picco sulla Valle Camonica, nella cornice dei monti appartenenti alle catene dell’Adamello e della Concarena. Fondata, secondo la tradizione, da Sant’Antonio da Padova nella prima metà del ‘200, la struttura rinnovata sorta dai ruderi del convento è ora una casa voluta dalla Diocesi di Brescia in omaggio a Paolo VI, appena eletto. Da qui, la decisione di abbinare all’antico nome di San Pietro quello di San Paolo. L’eremo è un centro di accoglienza e di formazione spirituale e culturale, disponibile a ospitare ritiri, incontri spirituali e convegni.

 

MUSEO DIOCESANO DI BRESCIA

Istituito nel 1978, il Museo Diocesano nel cuore di Brescia garantisce la tutela e la custodia di opere d’arte sacra che costituiscono collezioni permanenti divise in quattro sezioni: la pinacoteca – con opere di artisti come Giambattista Tiepolo e Tintoretto – codici miniati databili dal XII al XVI secolo, l’oreficeria sacra – turiboli, calici, ostensori e reliquari – e i tessuti liturgici, per lo più di manifattura veneziana e francese.

 

VIA CRUCIS DI CERVENO

In attesa della prossima edizione della famosa Via Crucis – in programma nel 2022, a dieci anni dall’ultima rappresentazione – Cerveno si presenta come uno dei borghi camuni in grado di conservare meglio la propria tradizione spirituale. Nella zona della media Valle Camonica, tra Breno e Capo di Ponte, ai piedi della Concarena e affacciato sul Fiume Oglio, il paese vanta il magnifico Santuario della Via Crucis, scrigno delle sculture lignee di Beniamino Simoni da Saviore risalenti a un periodo compreso tra il 1752 e il 1764 e fonte d’ispirazione per la manifestazione decennale: 14 stazioni, con 198 statue a grandezza naturale intagliate nel legno dall’artista e dai suoi allievi, nello stile lombardo piemontese dei Sacri Monti.

 

SANTUARIO DELLA MADONNA DI MONTECASTELLO

Arroccato su una rupe a Tignale, a strapiombo sul Lago di Garda, il Santuario della Madonna di Montecastello è una meta di riferimento in particolare per gli stranieri che decidono di trascorrere da queste parti le loro vacanze. La sua storia è legata alla leggenda di una stella che, durante una violenta battaglia, avrebbe emesso nei pressi di un tempietto dedicato a Maria una luce tanto abbagliante da paralizzare l’esercito trentino, avversario di quello bresciano. L’altare maggiore di legno dorato, l’affresco della Madonna e l’ex voto più grande d’Italia – un dipinto del ‘600 raffigurante una battaglia combattuta da uno strano esercito – sono tra le maggiori attrattive della chiesa.

Il Santuario della Madonna di Montecastello può anche essere considerato parte di un più ampio percorso attraverso la tradizione devozionale delle comunità della sponda lombarda del Benaco, per una vacanza tra spiritualità e misticismo sul Lago di Garda, alla scoperta di itinerari come quelli di Valvestino, Gargnano o Pozzolengo.

 

SAN PIETRO IN OLIVETO E LA CASA NATALE DI SAN DANIELE

A Limone del Garda, la chiesetta di San Pietro in Oliveto è uno dei luoghi di culto più antichi del Lago, già citato in una bolla papale del 1186 e tradizionale destinazione di precessioni penitenziali e propiziatorie. Parte di un più grande complesso monastico e forse un tempo circondata da un insediamento, la chiesa presenta un portico con frasi relative ad avvenimenti funesti. All’interno, il restauro del 1989 ha riportato alla luce affreschi risalenti al XII-XIV secolo, con la figura di San Pietro e la rappresentazione della sua crocifissione.

Sempre a Limone del Garda, è meta di pellegrinaggio e di ritiro spirituale la casa natale di San Daniele Comboni, una limonaia che ospita cappella, sacrestia, museo delle curiosità, giardino e una parte abitata dai missionari Comboniani.

 

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Probabilmente la prima cappella edificata nel territorio di Esine, la Chiesa di Santa Maria Assunta presenta al suo interno due meravigliosi cicli di affreschi di Giovanni Pietro da Cemmo sulla storia della salvezza e sulla devozione popolare dei santi, realizzati tra il 1491 e il 1493. Interessante anche la Cappella del Rosario, decorata nel 1629 da Stefano Viviani.

 

CHIESA DI SANTA MARIA DELLA NEVE

È del Romanino la mano che ha invece impreziosito con i propri affreschi la Chiesa di Santa Maria della Neve a Pisogne, edificata nella seconda metà del XV secolo e forse gestita inizialmente dall’ordine dei Disciplini. Alla sobrietà della facciata si contrappone la ricchezza di quella che è stata ribattezzata Cappella Sistina dei poveri, con il ciclo sulla Passione di Cristo che rappresenta uno dei vertici della poetica del pittore, qui in grado di fondere magistralmente la vita quotidiana e il racconto evangelico.

 

SAN PIETRO IN LAMOSA

Parte di un itinerario cluniacense della Lombardia, il Monastero di San Pietro in Lamosa a Provaglio d’Iseo ha le proprie radici nella chiesetta donata ai benedettini di Cluny dai fratelli Ambrogio e Oprando nel 1083, in suffragio delle loro anime. Oggi, il complesso è costituito dalla navata centrale, da quella laterale a nord con quattro cappelle e dal campanile. Un intervento di restauro si è posto l’obiettivo di valorizzare e riportare all’antico splendore la struttura e le decorazioni pittoriche che testimoniano l’ottimo livello delle maestranze chiamate a operare nelle diverse epoche. Notevole è anche il ciclo dell’Historia salutis nell’attiguo oratorio di Santa Maria Maddalena.

 

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